Conferimenti di azienda e il trattamento dell’avviamento
La riforma fiscale in materia di operazioni straordinarie introduce importanti novità per le imprese italiane, con un impatto significativo sui conferimenti di azienda, il trattamento delle partecipazioni estere e l’affrancamento dei maggiori valori emersi da fusioni e scissioni. Questi cambiamenti normativi rappresentano un’opportunità, ma anche una sfida per le aziende che intendono riorganizzarsi o ottimizzare la propria struttura fiscale.
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda il trattamento dell’avviamento nei conferimenti d’azienda. Secondo la nuova normativa, l’avviamento iscritto dal soggetto conferente viene trasferito integralmente al conferitario, permettendo così a quest’ultimo di dedurre le quote di ammortamento a partire dal 31 dicembre 2024.
Questa modifica supera l’interpretazione restrittiva adottata fino ad oggi dall’Agenzia delle Entrate, che riteneva che il valore dell’avviamento rimanesse in capo al conferente. Per le aziende che intendono effettuare operazioni di riorganizzazione, questa novità apre la strada a una gestione fiscale più flessibile, rendendo i conferimenti di azienda un’opzione più vantaggiosa rispetto al passato.
Tuttavia, la nuova norma richiede un’attenta pianificazione: sarà essenziale valutare caso per caso l’impatto sul bilancio e sulla fiscalità futura per evitare possibili inefficienze.
Partecipazioni estere: criteri più chiari per i conferimenti
Un altro elemento chiave della riforma riguarda il conferimento di partecipazioni, in particolare per le holding che detengono partecipazioni in società estere. Il nuovo quadro normativo ha introdotto criteri più definiti per determinare la qualificazione delle partecipazioni ai fini fiscali:
Solo le partecipazioni detenute direttamente dalla holding o tramite sub-holding controllate sono considerate nel calcolo della soglia di qualificazione. Le partecipazioni indirette attraverso società operative non sono più rilevanti.
Il valore contabile complessivo delle partecipazioni sopra soglia deve superare il 50% del totale dell’attivo patrimoniale della holding. Questo significa che le imprese dovranno rivedere la loro struttura per garantire il rispetto dei nuovi requisiti.
Questi cambiamenti hanno un impatto diretto sulla pianificazione fiscale e societaria, specialmente per le aziende che operano su scala internazionale.
Affrancamento dei maggiori valori derivanti da operazioni straordinarie
La riforma ha anche introdotto nuove regole per l’affrancamento dei maggiori valori emersi in operazioni di fusione, scissione e conferimento, intervenendo sulle aliquote della tassazione sostitutiva:
L’eliminazione delle aliquote agevolate per i beni immateriali e l’introduzione di un nuovo sistema che prevede un’aliquota del 18% per l’IRES e del 3% per l’IRAP.
Una maggiore uniformità nel trattamento fiscale rispetto al passato, che semplifica le operazioni e garantisce una più chiara pianificazione tributaria.





